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Disturbi dell’umore associati a neuro­si mercuriale sub­clinica

23 giugno 2018 Digipuntura 0

Diversi studi mostrano che le otturazioni di amalgama di argento usate in conservativa dentale rilasciano continuamente mercurio e che esse possano costituire una causa di intossicazioni cronica anche a basse dosi.

I disturbi dell’umore che possono conseguirne rimangono a lungo non diagnosticati oppure sono associati a sintomi clinici evidenti solo dopo episodi di esposizione diretta al mercu­rio con netto peggioramento delle condizioni di salute generale.

Da quasi due secoli il mercurio l’ele­mento chimico più tossico tra quelli non radioattivi, viene tuttora impiegato per le otturazioni dentali. Le otturazioni in amalgama, note come piombature dentali, contengono il 50% di mercu­rio e l’odontoiatra è tenuto per legge a trattare amalgame di scarto come ri­fiuti tossico nocivi. Il mercurio viene rilasciato dall’ottu­razione per vaporizzazione, per dissoluzione nel cavo orale, dif­fusione dalla radice del dente dando in alcuni casi anche il tatuaggio da amalgami sui tessuti gengivali e per corrosione per le variazioni del pH del cavo orale.

Dopo 10 anni nell’ottura­zione di amalgama rimane solo il 50% del mercurio iniziale, dopo 20 anni solo il 20%. Milionesimi di grammi di mercu­rio lasciano quindi ogni giorno l’otturazione dentale accumulandosi nei tessuti nervosi dell’organismo e sovraccari­cando gli organi emuntori.

Nella comunità scientifica ci sono due schieramenti relativi all’amalga­ma d’argento. Entrambi, oppositori e sostenitori, concordano sui seguenti punti: 1. Il mercurio è un veleno 2. Il mercurio è rilasciato dalle ot­turazioni dentali di amalgama 3. La quantità di mercurio rila­sciato è solo molto piccola La controversia: la quantità di mercurio rilasciata dall’amalgama e così piccola che non può essere clinicamente significativa, oppure è suf­ficiente in alcuni casi a produrre sin­tomi?

L’assunzione che qualcosa sia signifi­cativo clinicamente per tutti o non lo sia per nessu­no sembra contraddittoria. Nonostante molte persone con le otturazioni al mercurio sembra non abbiano disturbi, altre soffrono di effetti sub­clinici. Fino a quando l’organismo si mantiene in uno stato di apparente salute non si avvertono effetti negativi, altrimenti l’effetto tossico del mercurio diventa dominan­te in individui suscettibili intossicando il sistema nervoso.

I sintomi del comportamento si presentano come disturbo bipolare, episodi psicotici, scatti di collera improvvisa, indole violenta, depressione, ma anche algie diffuse, artrosi, disturbi funzionali sull’asse neuro­ endocrino, dispepsia, colon irritabile, Crohn, malattie autoimmuni, candida, infezioni recidivanti, atopie, allergie, sclerosi multipla, spasmofilia sono i fenomeni più osservati.

Nella pubblicazione “Il mer­curio: un fattore nei disturbi menta­ li?” Il Dr. Huggins tratta una 17 enne che aveva ab­bandonato la scuola, era diventata introversa e aveva perso interesse per le cose e per la vita. Nessuno degli oltre 40 specialisti che aveva consultato era riuscito a mi­gliorare la situazione o spiegarla. Il suo stato emotivo era al minimo. Aveva un blocco motorio nella gestualità e nell’azione: “Durante il col­loquio con lei e la madre la ragazza solo occasionalmente muoveva la te­sta in avanti di poco, quindi la sua faccia si rilassava ed era come se lei non esistesse”. Con l’anamnesi Huggins aveva scoperto che i sintomi erano comparsi subito dopo aver applicato delle otturazioni denta­ li. Quando dopo la rimozione e disin­tossicazione la ragazza riprese la scuola e soprattutto si laureò Hug­gins commentò: “Potrebbe essere che questo non sia l’unico caso?”. E continuando: “Sono colpito dalla straordinarietà della tragedia sfiorata dai professio­nisti della medicina che stavano per mandare in una clinica di ricovero mentale una ragazza che non aveva avuto problemi o manifestazioni ner­vose nel periodo precedente all’inse­rimento degli amalgami dentali e che ritornò a non averne dopo la loro ri­mozione”. E ancora: “Poiché è cosa comune indirizzare allo psicologo casi clinici come quello esaminato con problematiche multifo­cali senza apparente riscontro nelle analisi o diagnosi è importante che medici, psichiatri, neurologi e psicologi siano a conoscenza della possibilità di intossicazione da mer­curio come eventuale denominatore comune di tali casi ”. Lo stesso monito fu ribadito da Sible­rud nel 1989: “Gli psicoterapeuti do­vrebbero considerare la tossicità da mercurio come possibile causa nel trattamento di disturbi psicologici, da quelli più leggeri con disturbi del­l’umore a casi di schizofrenia, para­noia ed altri”. Nella sua pubblicazione “La correla­zione tra mercurio da amalgama dentale e salute mentale” egli spiega come vapori di mercurio vengano continuamente rilasciati dalle ottu­razioni dentali di amalgama e come l’intossicazione da mercurio manife­ sti un’enormità di manifestazioni psichiche. Il Prof. Patrick Stortebecker nel suo li­bro “Tossicità del mercurio da amal­gama dentale, un pericolo per il cer­vello umano” ci dà una pano­ramica descrizione di questi casi: “Il sintomo preminente di intossica­zione cronica a basse dosi di vapori di mercurio è una totale mancanza di ogni iniziativa a livello mentale cui segue una stanchezza fisica.

Mental­mente il paziente è incapace di ini­ziare qualsiasi tipo di nuovo evento, insieme con la sua incapacità a finire i precedenti progetti. Inoltre c’è una ingiustificata mancanza di sicurezza in sé stessi, manifestata nel compor­tamento come irrazionale timidezza, oltre ad una patologica tendenza al­l’autodistruzione, che può portare a grave depressione. C’è una notevole perdita di memoria, specialmente a brevissimo termine. Un altro sintomo è la psico­astenia, con una incapaci­tà nel risolvere dubbi o incertezze o in­capacità di resistere a ossessioni, idee fisse, o fobie, anche se consapevolmente irrazionali. Molto caratteristica è l’instabilità dell’umore, con collera, che può essere rivelata da improvvisi scoppi di rabbia. Ansia ingiustificata, al di fuori della realtà, come per esempio “Pavor mortis” pau­ra inspiegabile della morte, sono sinto­mi che danno una caratterizzazione unica ad alcuni casi di intossicazione cronica mercuriale”. Nel 1898 il dottor Tuthill descrive diversi casi di disturbo dell’umore guariti dopo la rimozione di amalga­ma. Altri medi­ci tra cui il Prof. Berglund scris­se: “150 Anni di amalgame dentali, intossicazioni da amalga­ma nella letteratura medica”, BioPro­be Ed.1995 Tra le citazioni del­la rassegna del prof. Berglund, ricor­diamo nel 1930 il Dr. Masche che de­scrisse l’eliminazione delle otturazio­ni di amalgama come un “prezioso mezzo terapeutico” ed espresse la speranza che “i medici e i dentisti ac­quisiscano come un bene comune il riconoscimento che gli avvelenamen­ti da mercurio possono essere provo­cati da otturazioni d’amalgama e che i medici focalizzino la loro attenzione soprattutto sulle otturazioni d’amal­gama talora i pazienti si lamentino di disturbi che assomigliano ai sintomi di avvelenamento da mercurio”. Poiché il mercurio dalle otturazioni in bocca passa direttamente nel si­stema limbico del cervello attraverso i lobi olfattivi, sia gli effetti cronici durante l’esposizione, sia la rapida diminuzione di alcuni sintomi a se­guito della rimozione di amalgame sono molto plausibili e giustificabili (Stortebecker 1985). Nel 1990 alcuni scienziati canadesi inserirono otturazioni dentali di amalgama nella bocca di pecore ove è stato possibile osservarere la distribuzione dei metalli nei tessuti dopo 29 giorni dall’inserzio­ne, sia attraverso autometallografia degli isotopi marcati, sia attraverso valutazione istologica.

Più recentemente l’istituto della Sa­nità canadese ha valutato il rilascio di mercurio da amalgama e lo ha confrontato con i limiti massimi tolle­rabili. Risultato: un adulto sano non dovrebbe avere più di 4 otturazioni dentali di amalgama. L’assorbimento dei vapori di mercu­rio rilasciati avviene, oltre che per via ematica, direttamente attraverso il nervo olfattivo e il sistema cranio­sacrale. I ricercatori svedesi Nylander e Eg­gleston, mediante studi su cadavere, hanno evidenziato che il mercurio nel cervello aumenta notevolmente nei portatori di amalgama rispetto ai non portatori e in particolare aumenta proporzionatamente al nu­mero di otturazioni dentali in amal­gama. A partire dagli inizi degli anni ‘80 la diagnostica dell’intossicazione da amalgama e la “terapia dell’intossi­cazione da amalgama sono diventati permanenti elementi costitutivi dei seminari di perfezionamento odon­toiatrico presso gli Ordini Odontoia­trici tedeschi. In Italia il problema è rimasto sconosciuto al grande pubblico ai medici ed al personale sanitario. La tossicità del mercurio è nota da secoli e ne parlarono autori quali Ippo­crate, Plinio, Dioscoride e Galeno. Jean Fernel ha fornito nel 1557 il primo caso di avvelenamento da mercurio in lavoratori esposti: “Si può giunge­re fino a veri e propri attacchi di col­lera. Se qualcuno semplicemente lo osserva mentre lavora il mercurio, il lavoratore ammalato può cadere in una insicurezza impotente e già un banale rimprovero può suscitare in lui uno stato di sfrenata agitazione. Menomazione della capacità all’at­tenzione, vuoti di memoria, una sen­sazione di insufficienza intellettuale con timidezza completano il qua­dro”. Sintomi mentali dell’intossicazione da mercurio sono stati esposti detta­gliatamente da Kussmaul (1861) in lavoratori dell’industria degli specchi. Inoltre gli effetti mentali dell’intossi­cazione da mercurio sono stati evi­denziati in lavoratori dell’industria dei termometri (Triebnig 1982), nei soffiatori di vetro (Fawer 1983) e nei den­tisti (Foo 1993) Si racconta che il mercurio fu usato per avvelenare Cesare Borgia; si tratta di un veleno molto lento; le vittime si sentono solo un po’ giù di corda, hanno sintomi che sembrano essere leggeri e facenti parte della normale condizio­ne umana.

Nel XIX secolo i lavoratori dell’indu­stria dei cappelli esposti professio­nalmente al nitrato di mercurio di­vennero noti come “cappellai pazzi”,a causa di problemi emotivi che svi­luppavano, con improvvisa rabbia, pigrizia, depressione, timidezza, in­sonnia, idee fisse, mania (Gowdy,1978). Mayhazati riportò la valutazione psi­cologica di 6.530 pazienti in Iraq ricoverati a seguito dell’esposizione ad un incidente con il mercurio. Più del 50% di essi manifestò disturbi psico­logici con depressione, mancanza di interesse, etc. (Mayhazati, 1978). Lavoratori esposti a vapori di mercu­rio in un’industria dei termometri esibirono un’ampia gamma di ano­malie psicologiche, tra cui irritabili­tà, cattiva concentrazione e insonnia. Quando l’esposizione veniva a cessa­re, i loro punteggi dei test ritornava­ no alla normalità entro 20 mesi (Evans, 1975). La rabbia è un sintomo comune della tossicità da mercurio (Siblerud 1989). Numerosissimi sono i rapporti di dentisti con manifestazioni nervose da mercurialismo. Smith descrive 3 casi di dentisti esposti nel loro stu­dio odontoiatrico al mercurio e che avevano sviluppato sintomi di irri­tabilità, grande eccitabilità, paura, agitazione, melanconia, depressio­ne, timidezza, stanchezza fisica e mentale, indecisione, disperazione. Questi sintomi scomparivano quan­do i loro livelli di mercurio furono ridotti mediante terapia (Smith, 1978). Topi esposti a vapori di mercurio hanno aumentato il loro spontaneo comportamento ag­gressivo.

Livelli di mercurio di 0.002 mg Hg/m3 di aria espirata erano sufficienti per indurre altera­zioni nel comportamento. In uno studio pubblicato da Siblerud nel 1998, inti­tolato “Valutazioni psicometriche mostra che l’amalgama dentale in mercurio può essere un fattore nella depressione bipolare. La ricerca aveva confrontato individui con amalgama e individui senza e aveva dimostrato in base a valutazioni psicometriche che individui con amalgama possede­vano sintomi emotivi e mentali signi­ficativamente maggiori, tra i quali rabbia improvvisa, depressione, irri­tabilità, ossessione, idee fisse, ansia, ostilità, psicosi, sonno disturbato, problemi a prendere decisioni, inca­ pacità a concentrarsi, euforia ed al­tro. È stato postulato che una possibile causa di questa depressione da mer­curio dell’amalgama sia l’abilità del mercurio di interferire con alcuni neurotrasmettitori nel cervello, ed il mercurio è stato mostrato interferire proprio con quei neurotrasmettitori il cui malfunzionamento causa depres­sione bipolare (Oudar 1989, Rajanna 1985, Cooper 1983). In questo studio è stato ipotizzato che se le otturazioni dentali di amalgama venivano rimos­se, la depressione diminuiva. Questo studio inoltre ha confrontato altri sintomi mentali dei pazienti con de­pressione bipolare, valutandoli pri­ma e dopo la rimozione di amalga­ma. Al gruppo sottoposto a rimozione di amalgama furono somministrati che­lanti del mercurio o neutralizzanti della sua azione, tra cui zinco, vita­mina E, aglio e glutatione perossida­si. Il gruppo di rimozione dell’amalga­ma mostrò, da 6 a 8 mesi dopo la ri­mozione, un miglioramento statisti­camente significativo rispetto ad un controllo di pazienti con placebo con una diminuzione dei sintomi del 42%, ri­spetto ad un aumento del 7% nel gruppo di controllo. Numerosi pa­zienti nel gruppo dell’amalgama poté interrompere il trattamento con litio, sotto indicazione del loro psichiatra e non ebbero problemi in seguito. Il produttore di metalli, leghe odontoiatriche e amalgama DENT­ SPLY riporta sul foglietto delle av­vertenze: “Inalazioni croniche di vapori di mer­curio prolungate nel tempo possono causare mercurialismo che si mani­festa con depressione o sconforto, ti­midezza ingiustificata, contrarietà alle critiche, irritabilità o eccitabili­tà, mal di testa ed in gravi casi posso­ no verificarsi allucinazioni e deterio­ramento mentale.

Alte concentrazioni hanno portato a disturbi psichiatrici” BIBLIOGRAFIA • Eggleston 0W, Nylander M, “Correlation of den­tal amalgam with mercury in brain tissue”, Res. Ed., 58: 704­707, 1987 • Evans H, Laties V, Weiss B, “Behaviòural effects of mercury and methylmercury”, Federation Proc., 34: 1858­67, 1975 • Fagala G, “Psychiatric manifestation of mer­cury poisoning”, i. Am. Acad Child Adolesc Psychiatrty 1992; 31: 306­11 • Fawer RF, “Hand tremor induiced hy industrial exposure to metallic merdury”, Br i md Med,1983; 40: 204­8 • Foo SC, «Neurohehavioral effects in occupational chemical exposure”, Environm Res. 1993; 60: 267­73 • Lorenzo Acerra, denti tossici, e altra bibliografia